Storico

Storico

ACQUA (2017/18)

SMART PIPE

Per la First Lego League 2018 il tema del progetto su cui si confronteranno le squadre partecipanti sarà l’acqua.

Si calcola che, sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, circa il 50% dell’acqua dolce che scorre nelle reti idriche viene perduto dalle tubature durante la distribuzione.

La disponibilità di acqua dolce è un problema che già oggi affligge tutto il mondo: si prevede che nel 2050 il 62% della popolazione mondiale non avrà una sufficiente disponibilità di acqua dolce.

Come affrontare il problema? Come contribuire a risolverlo?

Smilebots, il nostro gruppo, propone SMART PIPE, un sistema di rilevazione delle perdite idriche.

 

SMART PIPES è basato su una rete di sensori di pressione che, installati in un certo numero e a una certa distanza l’uno dall’altro lungo i tubi della rete idrica, rileva ripetutamente la pressione esercitata dall’acqua che vi scorre dentro.

Una perdita d’acqua da un tubo determina immediatamente una caduta della pressione esercitata dall’acqua in quel tubo: il sensore applicato rileva la caduta della pressione e invia tale dato, tramite una rete Lora o Nbiot, a un server e subito il server lo manda a una app sviluppata dal nostro team.

 

PLASTICO PER LA DIMOSTRAZIONE DEL NOSTRO DISPOSITIVO.

Il nostro dispositivo presenta i seguenti vantaggi:

– affidabilità

– manutenzione quasi nulla

– basso costo

– basso consumo (non serve alimentazione)

– applicabile su tubi di qualsiasi materiale (ferro, plastica)

– sostituzione della batteria ogni dieci anni

 

SMART PIPE presenta però i seguenti svantaggi:

– installazione del sensore di pressione su numerosi punti della rete idrica

– copertura Lora o  Nbiot

 

Qui di seguito alcuni siti di riferimento utilizzati come base per le nostre ricerche e segnalati da Andrea Rizzoli (SUPSI):

North Wales Water Authority . Gioco educativo al PC per risparmiare acqua

http://www.nwwater.com/index.php/kids/kids-conservation

Les Maitres de l’Eau . Gioco interattivo dell’azienda acqua potabile di Parigi ch analizza il ciclo completo dii produzione e uso dell’acqua

http://eau.paris

Discover Water . Interessanti statistiche sull’uso

http://discoverwater.co.uk

Acqua virtuale nascosta nei cibi , con una bellissima visualizzazione

http://thewaterweeat.com

L’ultima goccia . Una visualizzazione interattiva, anche questa centrata sul concetto di acqua virtuale

http://everylastdrop.co.uk

Siccità . Un database degli eventi siccitosi in svizzera

http://www.drought.ch/anmeldung_DE#

Quanta acqua usiamo? . Stima di quanta acqua si usa in media, con dati validi per UK.

https://www.portsmouthwater.co.uk/environment/saving-water/water-calculator/

Water footprint . Calcolo della propria “impronta acquatica”

http://www.watercalculator.org

Storico

PROGETTO MARTORA (2016 – WEST)

Il tema di quest’anno è il rapporto tra uomini e animali, rapporto che può essere piacevole ma a volte può creare qualche difficoltà. Uno dei problemi che affliggono le zone di montagna, e in particolare la Svizzera, è quello dei roditori che amano rosicchiare i cavi delle automobili e i tubi della benzina.

Abbiamo così pensato ad una soluzione che possa aiutare a risolvere questo inconveniente. Abbiamo realizzato un piccolo dispositivo che, una volta installato sotto il cofano del veicolo e, collegato alla batteria dell’auto, permette di segnalare l’eventuale presenza di intrusi. Per la sua realizzazione ci siamo serviti di un microcontroller ARDUINO, di un sensore di presenza PIR (passive infrared) e di un modulo di trasmissione GSM.martora

Il dispositivo è attivabile e disattivabile da un’applicazione che abbiamo realizzato mediante l’ausilio di MIT APP INVENTOR. Una volta attivato il dispositivo e al momento in cui il sensore PIR rileva un calore in movimento, viene emesso un buzzer che dovrebbe fa allontanare l’intruso. In aggiunta il modulo di trasmissione compone immediatamente una chiamata telefonica verso un numero predefinito, per avvertire il proprietario del veicolo di una presenza indesiderata.

DividUp! (2015)

DividUP!

È un’applicazione che legge i codici a barre o a QR (tramite un’applicazione esterna) dei rifiuti e, per prima cosa ti localizza su una mappa poi legge il QR (o codice a barre), legge di che materiale è fatto dopo di che ti fa vedere i centri di smaltimento di quel rifiuto più vicini a te.

Per arrivare a quest’idea abbiamo, per prima cosa, visto dei video della Caritas che spiegava una cosa importantissima che è di dividere i rifiuti. Ad esempio qesto cestino,la prima cosa che ci viene in mente è buttarlo in pattumiera ma in verità bisogna smaltirlo per evitare di inquinare.

_sm_rifiuti

Poi abbiamo incontrato Marco: un nostro amico che ci ha parlato dei filtri per le sostanze nocive prodotte dalle fabbriche che lavorando producono polveri. Sono venuti a trovarci poi due programmatori di X-TRIBE che hanno lavorato per creare un applicazione che ti permette di vendere o comperare degli oggetti specifici. A questo punto abbiamo pensato e creato un applicazione per riconoscere differenti materiali usando un QR o un codice a barre posto sulla confezione.

_sm_QR

Avendo determinato il materiale l’app ti invia ai luoghi più vicini per smaltire il rifiuto. Quest’applicazione potrà anche avvisare quanto materiale è già stato depositato e quindi operare lo svuotamento del contenitore. All’utilizzatore verrà quindi indicato il luogo di smaltimento più opportuno. Quest’applicazione potrà dire alle ditte di smaltimento quanto materiale da smaltire e da inviare ai posti di riciclaggio c’è in tempo reale.

_sm_app

AMICI IN RETE (2014)

AmiciInRete

Il nostro tema

Come aiutare i giovani a usare bene le tecnologie senza diventare dipendenti?

Il problema

Abbiamo incontrato Lara Zgraggen (ASPI) e gli abbiamo fatto alcune domande.

Con lei abbiamo visto che:

  1. È difficile dare dei limiti di tempo mentre si gioca.
  2. È meglio non usare apparecchi elettronici prima di andare a dormire (minimo un’ora di distanza tra l’uso di un apparecchio elettronico e l’andare a letto).
  3. I giochi hanno dei colori che servono per attirare la gente.
  4. Si dovrebbero aiutare soprattutto i ragazzi delle scuole speciali.
  5. Già da piccoli si usano molto le tecnologie.
  6. È difficile staccarsi dalla dipendenza.
 
 

La nostra idea

La nostra idea e che per insegnare ai giovani a usare bene le tecnologie senza diventare dipendenti è di aiutare i ragazzi ad aiutarsi fra loro.

Facciamo un esempio:

Giovanni e Mattia si mettono d’accordo di usare le tecnologie massimo 2 ore al giorno e 12 ore alla settimana. Per dare forza all’accordo, scelgono un loro docente, Claudio, come aiuto, e gli comunicano il loro accordo.

Come fanno ad aiutarsi a rispettare quest’accordo?

Tutti e due hanno un’app sempre attiva. Oggi Mattia si è collegato a Facebook per un’ora dopo pranzo. La sera si collega internet per giocare a Minecraft. Quando Mattia supera le due ore quotidiane, Mattia riceve un messaggio che gli dice:
>> Attenzione! Mattia ha superato le due ore giornaliere.
Giovanni chiama Mattia, che gli dice “Grazie, mi ero distratto!”, si disconnette e va a dormire.

Due giorni dopo Giovanni si connette e supera le due ore per quel giorno, Mattia lo chiama. Giovanni gli dice di sì, ma non si disconnette, Mattia se ne accorge sull’app. Il giorno dopo Giovanni e Mattia vanno da Claudio per parlarne, e decidono di essere più rigorosi nel rispettare l’accordo fatto.

E se succede qualcosa di particolare?

Giovanni viene contattato su Facebook da un utente sconosciuto. Tramite l’app, manda immediatamente un messaggio a Mattia. Il giorno dopo ne parlano con Claudio, e decidono insieme come comportarsi se dovesse risuccedere.

Fonti

http://www.giovaniemedia.ch/it.html

http://www.giocoresponsabile.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_dipendenza

http://www.familyandmedia.eu/it/argomenti/facolta/254-adolescenti-e-internet-insegnare-il-buon-uso-del-tempo-e-imparare-a-selezionare-contenuti-di-qualita-.html

Come abbiamo proceduto

Dopo aver scelto il tema, tra i vari che avevamo identificato), abbiamo fatto tra noi una piccola raccolta dati su quanto usiamo le tecnologie. Poi abbiamo fatto un utile incontro con Lara Zgraggen, dell’ASPI, che ci ha aiutato a comprendere meglio il nostro tema.

Dopo questo incontro abbiamo discusso la prima idea di Amici in rete.

Dopo aver scritto la prima idea di progetto, abbiamo chiesto un parere a due esperti (un docente universitario e una docente del settore professionale) e abbiamo fatto un questionario Smilebots per raccogliere un riscontro da nostri compagni e da docenti.

L’APE FELICE (2016 – EAST)

Ecco il sito che abbiamo creato:

https://apefeliceblog.wordpress.com/

Ecco alcuni siti utili che abbiamo consultato:

Società Ticinese Apicoltori | http://www.apicoltura.ch/

ApiSuisse | http://www.apisuisse.ch/

Il sito della FAO sulle statistiche alimentari | http://www.fao.org/faostat

UNA APP PER LE ALLUVIONI (2013)

Noi abbiamo scelto come tema dei pericoli naturali l’ALLUVIONE.

Come i cittadini possono difendersi dai pericoli naturali con l’ausilio dell’intervento dello stato?

     Prevenzione   = pianificazione

Protezione   = Interventi

             Controllo e sorveglianza   = sistemi di allarme,

                             monitoraggio,

                                      piani di evacuazione

I pericoli più presenti in Svizzera sono:

valanghe, crolli, smottamenti, alluvioni, inondazioni

GESTIONE INTEGRALE DEI RISCHI

 

Attualmente esistono dei sensori sistemati in tutta la Svizzera, i quali dovrebbero essere in grado di avvertire la popolazione e dunque prevenire i pericoli naturali.

Oggigiorno il mezzo più comune per avvertire la popolazione di un’imminente pericolo è la sirena.

 

Il nostro progetto si basa sulla fase di preparazione dell’allerta

Per i pericoli naturali abbiamo pensato ad un’app per Smartphone.

 

Come funziona:

Quando i sensori rilevano un pericolo, trasmettono, tramite una centrale di controllo, un segnale agli Smartphone che si trovano all’interno della zona critica.

REPORT THIS AD

 

Gli Smartphone che si trovano all’interno di questa zona sono in grado di informare, con tre colori distinti & (giallo, arancione e rosso), sulla gravità dell’evento in atto.

Inoltre, grazie al GPS, lo Smartphone indica anche in quale zona di pericolo ci si trova.

Le 4 regole fondamentali

Quando lo Smartphone invia l’allerta di un pericolo è necessario eseguire 4 cose fondamentali:

  1. accendere la radio
  2. accendere il cellulare
  3. osservarsi intorno
  4. comunicare l’informazione a chi ti sta vicino

 

I tre colori

 

Giallo:

Pericolo in avvicinamento, osservare l’evolversi della situazione e prepararsi ad allontanarsi.

Arancione:

Pericolo imminente stare all’erta. Portarsi in una zona meno pericolosa. Nel caso il pericolo si stesse avvicinando senza mostrare alcun segno di rallentamento scappare.

Rosso:

Pericolo elevato e/o di morte, mettersi in salvo, scappare immediatamente.

Chi si trova all’interno della zona rossa deve attivare il GPS e inviare un segnale di posizione alla centrale di controllo.

Tramite un messaggio già preinstallato nello Smartphone è possibile indicare il numero di persone presenti;

in questo modo si può facilitare notevolmente il lavoro dei soccorritori e la gestione dell’intervento.

 

Scarica persentazione SmileBots_progetto (PDF) | SmileBots_progetto (PPTX)